Nuovo allestimento per il Museo del Ducato
Nell’antico palazzo arcipretale è ospitato il MUSEO del DUCATO, una raccolta di opere d’arte di proprietà delle Parrocchie di Sabbioneta, oggi riunite nella Comunità pastorale Maria madre della Chiesa. La raccolta e la catalogazione di queste opere è stata voluta da don Ennio Asinari, Parroco dal 1980 al 2008, fondatore del centro culturale “a passo d’uomo” e portata avanti da don Samuele Riva, Parroco dal 2012 al 2025.
Oggi il museo ha una nuova veste che, pur nella provvisorietà, tenta di accompagnare i visitatori attraverso la lettura delle opere d’arte volute dal Duca Vespasiano Gonzaga Colonna (1531 – 1591) fondatore della città e della figlia e unica erede Isabella
Gonzaga, andata in sposa a Luigi Carafa, Principe di Stigliano, con la quale si chiude l’epoca del massimo splendore. Così nei secoli XVII e XVIII mentre il ricco patrimonio culturale andava disperso, si rafforzava il ruolo dell’Arciprete che, di fatto era diventato il riferimento della comunità, arricchita di donazioni e lasciti che hanno impreziosito le chiese della città.
SALA 1 – l’epoca del Duca Vespasiano Gonzaga Colonna
Sono esposte le tele più antiche e alcune sculture, risalenti ai sec XVI e XVII: di Anna Maria Anguissola, sorella della più nota Sofonisba: Madonna con il Bambino e S. Giovanni Battista del sec XVI; di Bernardino Campi (1522 – 1591): il Crocifisso con i SS Cosma e Damiano e S.Francesco e l’ Assunta, opera del 1568. Accanto, la tela che raffigura ancora l’Assunta, antica
pala dell’altare maggiore della chiesa parrocchiale, opera di Giovanni Mauro della Rovere detto il Fiamminghino, dipinta intorno al 1610; di Anonimo pittore, di ambito meridionale, la Madonna con il bambino e S. Nicola di Bari, tela legata alla devozione personale del Duca, nato il 6 dicembre, memoria di S. Nicola, mentre di Giovanni Morini è la tela che raffigura lo Sposalizio
della Vergine, risalente al sec XVIII.
La sala è arricchita anche di un prezioso gruppo ligneo cinquecentesco raffigurante S. Francesca Romana con l’Angelo, di 4 statue lignee delle suore mantellate: S. Giuliana Falconieri, Beata Toscana, Beata Illuminata, Beata Albaverde, delle statue di lignee di S. Carlo Borromeo e S. Luigi Gonzaga con angeli reggi ceri. Nella vetrina sono esposte alcune lastre in rame per stampe di immagini di devozione locale.
Si prosegue per un ambiente di passaggio dove si possono ammirare una statua lignea di S. Rocco, anticamente custodita nell’omonimo oratorio, una piccola tela che raffigura l’Annunciazione e l’antica pala d’altare della cappella del Santissimo Sacramento della chiesa dell’Assunta che raffigura i santi Pietro e Paolo in adorazione dell’Eucaristia del 1601, opera di
Giovanni Bresciani.
SALA 2
Sono raccolte opere realizzate tra il sec XVI e il sec XVII: di anonimo le acque di Meriba – sec XVII; Attribuita a Jacopo Ferrari la grande tela del Trionfo della morte, anticamente conservata nell’oratorio di S. Rocco, di Giovanni Bresciani un Santo eremita con l’angelo e la tela, opera di Domenico Savi proveniente dal santuario di Vigoreto, che raffigura il ritrovamento del corpo di S. Vincenzo del sec XVII.
Nella vetrina sono conservati tre ex voto provenienti dalla chiesa del lago, nella Parrocchia di S. Giorgio in Breda Cisoni
SALA 3
Sono esposti alcuni ritratti di notabili e benefattori di Sabbioneta: Vincenzo Dondi, Suor Giuliana, al secolo Anna Caterina Gonzaga, duchessa del Tirolo, un arciprete del sec XVII, la famiglia di Vincenzo Dondi e, sopra il camino, la dolcissima raffigurazione della Vergine Maria con il Bambino, opera di Giuseppe Nuvolone del sec XVII
SALA 4
Nello studio, con mobili d’epoca, sono esposte alcune opere in stampa ad uso liturgico e numerosi testi di teologia e spiritualità
SALA 5 – Il tesoro
Passando per il giardino, ricco di essenze, luogo di quiete e di meditazione si entra nella sala del tesoro dove è conservato il Toson d’oro, l’onorificenza che Filippo II di Spagna aveva conferito al Duca Vespasiano Gonzaga nel 1585, come ricompensa per i servigi resi al regno e ritrovata nella tomba del Duca, nella chiesa dell’Incoronata solo nel 1988.
Nella teca retrostante sono conservate alcune monete (dei sec XVI / XVIII) coniate dalla Zecca di Sabbioneta, mentre nella vetrina di destra si possono ammirare: un piviale in broccato e una pianeta in cuoio pettinato, di manifattura spagnola, doni del Duca all’arciprete Leonardo Orsolini, il libro degli statuti civili e penali di Vespasiano Gonzaga e la pergamena di Isabella Gonzaga e Luigi Carafa; in quella di sinistra, insieme ad argenteria ad uso liturgico, sono in evidenza il calice, dono della madre Isabella Colonna in occasione della nascita del figlio Vespasiano e una Pace del 1531.
Piano superiore
E’ raccolta una esposizione di arte sacra, comprendente arredi, oggetti e paramenti ad uso liturgico e la ricostruzione delle stanze dell’Arciprete di Sabbioneta.
Nella prima sala sono esposti oggetti liturgici tra cui alcune Cartegloria, una Custodia eucaristica, i privilegi dell’Arciprete plebano di Sabbioneta (la mitra, la ferula, fascia paonazza, lo stemma) e un prezioso organo portatile, dono del Duca Vespasiano al Santuario di Vigoreto.
Segue un piccolo ambiente dove è allestita la cappella privata dell’Arciprete.
Nelle due sale successive si possono ammirare una esposizione di preziosi paramenti liturgici dei sec XVIII e XIX, un baldacchino per le processioni, in tessuto damascato, risalente al sec. XVI.
Gli ambienti successivi ricostruiscono le stanze private dell’Arciprete: la sala da pranzo, ambiente totalmente affrescato, la stanza da letto con lo studiolo e la stanza dove sono raccolte opere che testimoniano la devozione mariana, tra cui tre statue vestite di preziosi abiti.
Si può pensare alla memoria come a una sorta di cimitero dei ricordi. C’è un’altra versione della memoria che invece ci rende responsabili del nostro passato, significa impossessarsi del suo ricordo, cioè farlo vivere oggi, così scrive Massimo Recalcati. Non si deve dimenticare – scrivono i Vescovi italiani – la risorsa costituita dalle ricchezze di arte e di storia custodite in tante parrocchie: edifici, dipinti, sculture, suppellettili, archivi e biblioteche sono terreno di incontro con tutti. Basta poco a risvegliare un interrogativo e a far partire il dialogo sulla fede. Si tratta di continuare a intessere il dialogo tra fede e cultura e a incidere sulla cultura complessiva della nostra società, valorizzando l’eredità cristiana in essa ancora presente, iniziando dall’arte. (dal documento dei Vescovi italiani sulla Parrocchia 2004)

